Sesso a Scuola

Qual è la funzione dell’educazione sessuale a scuola?

Si potrebbe rispondere ad esempio che la scuola, come già per altre materie, sia tenuta ad informare ed educare i bambini/ragazzi anche nell’ambito affettivo/sessuale.

Ad oggi però chiunque abbia assistito ad una delle lezioni di educazione sessuale nelle scuole italiane può testimoniare che l’accento della lezione sia posto principalmente sulla prevenzione (sia per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmissibili che le gravidanze indesiderate); ma con quali basi e motivazioni è nata effettivamente l’idea di un’educazione sessuale nell’ambito scolastico?

I primi tentativi

Nel 1892, la National Education Association propose negli Stati Uniti un corso di educazione scolastica come elemento essenziale della formazione scolastica; solanto a partire dal 1913 vi fu un’adozione di massa di questo corso da parte delle scuole pubbliche americane (si trattava di istituti superiori).

Il primo corso di educazione sessuale scolastica in Europa risale al 1919, in Ungheria; questo corso fu istituito dal governo per sradicare la morale Cristiana cattolica dal paese. L’esperimento durò pochi mesi, e all’epoca il corso prevedeva un incoraggiamento alla sperimentazione sessuale: vennero infatti proiettati diversi filmati pornografici in tutte le classi scolastiche.

Solamente dopo gli anni ‘60, in seguito a un forte aumento di casi di gravidanze precoci, venne posta l’enfasi sulla prevenzione: i corsi di educazione sessuale vennero quindi riproposti nei paesi occidentali, fino ad arrivare alla promulgazione di varie leggi che regolamentano l’educazione sessuale nei singoli stati.

L’educazione sessuale oggi – Europa

Il rapporto “Policies for Sexuality Education in the European Union” del 2013, ad opera dell’Unione Europea, afferma che “un’educazione sessuale insufficiente è strettamente collegata con un aumento del tasso di gravidanze precoci e con una maggiore diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili e dell’AIDS”; da qui tale documento trae la conclusione che “l’educazione sessuale dei giovani rappresenta uno strumento adeguato per prevenire questi effetti negativi”.

Facendo un rapido excursus sui corsi di educazione sessuale si può notare che in Europa l’obbligatorietà sia stata introdotta verso la fine del 1900, di seguito alcuni esempi:

  • Germania – 1968
  • Austria, Danimarca e Finlandia – 1970
  • Francia – 1998
  • Svezia – 1956
  • Olanda – 1980

Restano tuttora fuori alcuni paesi come: Bulgaria, Cipro, Inghilterra, Lituania, Polonia, Romania e Italia.

E’ bene sottolineare come in ogni caso l’obbligatorietà di un corso di educazione sessuale non sia un mezzo di prevenzione sufficiente: i paesi che la prevedono non sono esenti da casi di malattie sessualmente trasmissibili o di gravidanze precoci; in generale è comunque innegabile un progressivo innalzamento dell’età del primo rapporto sessuale (dato riscontrabile in più di un terzo dei paesi con un corso di educazione sessuale obbligatorio a scuola).

Tra le conclusioni del rapporto viene evidenziato come, oltre ad un’educazione sessuale a scuola, siano necessarie altre fonti di informazione di accompagnamento soprattutto nella pubertà. L’educazione sessuale scolastica è infatti insufficiente se non è aiutata e coadiuvata da altri aiuti esterni – in primis, quello della famiglia.

Studio di un caso

In Olanda l’educazione sessuale comincia a 4 anni. Il corso è denominato “Amore per tutta la vita” (Lang leve de liefde) e prevede la divulgazione di informazioni legate a masturbazione, contraccezione, aspetti biologici, morali e psicologici della sessualità.

L’approccio dei Paesi Bassi è molto improntato sulla comunicazione e sull’apertura, viene infatti incoraggiato un dialogo aperto tra i figli e i genitori riguardo le questioni affettive e sessuali.

La percentuale di gravidanze precoci in Olanda è tra le più basse al mondo, così come quella degli aborti e delle malattie sessualmente trasmissibili.

L’Italia

In Italia non esiste alcuna legge a regolamentare l’educazione sessuale in ambito scolastico, le iniziative sono infatti a carico dei singoli istituti scolastici o dei consultori.

I dati italiani evidenziano al tempo stesso che il 19% degli adolescenti ha rapporti sessuali prima dei 14 anni di età, il 73% dei ragazzi non è inoltre a conoscenza delle malattie sessualmente trasmissibili.

Specularmente a quanto evidenziato nel rapporto europeo, se lì si sottolineava come l’educazione sessuale scolastica fosse insufficiente senza l’aiuto delle famiglie, qui possiamo riscontrare come l’educazione sessuale totalmente a carico della famiglia sia insufficiente senza un percorso scolastico che possa accompagnare i giovani nella loro affettività.

2018-05-25T21:40:25+00:00
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