Sbagliato l’uso degli smartphone in classe. Alberto Contri (Università Iulm) sulla cancellazione del divieto.

In una recente intervista rilasciata su Keybiz, Alberto Contri (Università Iulm) dice: ‘Sembra che i “saggi” nominati dal Miur non siano mai entrati in una classe in cui i ragazzi usano i cellulari. Come mai in Francia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti si è giunti a vietarne l’uso? Steve Jobs e Bill Gates perché hanno tenuto lontano il più possibile i propri figli da questi device?’

La nuova direttiva del MIUR, che dopo più di dieci anni cancella il divieto, imposto nel 2007 dall’allora ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, di utilizzare il cellulare in classe, sta suscitando le più diverse reazioni. Su questo argomento il sito Keybiz ha intervistato Alberto Contri, docente di Comunicazione Sociale all’Università Iulm e autore, di recente, del saggio McLuhan non abita più qui? pubblicato da Bollati Boringhieri, in cui molte pagine sono dedicate agli effetti negativi dell’abuso dei device elettronici nella scuola, nei luoghi di lavoro, nella vita di tutti i giorni.

Nell’intervista rilasciata, Alberto Contri, espone il suo pensiero circa l’uso di questi device nelle aule scolastiche. Il distinguo è subito evidente: la tecnologia è un valido strumento a supporto della didattica e le scuole devono dotarsene. Ma il documento redatto dai “saggi” del MIUR, secondo Contri, non tiene conto delle ricerche che sono state svolte sull’uso del cellulare in classe e degli effetti collaterali che ne derivano. Una miopia che ha portato ad un’apertura che non trova riscontri in paesi come Francia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti e molti altri, dove si è giunti a vietarne l’uso.

Divieto assoluto dei dispositivi elettronici quindi?

Anche in questo caso bisogna definire correttamente le circostanze d’uso. Ad esempio la Lim (la lavagna multimediale) o il PC collegato alla rete per mostrare dati è un ottimo sussidio per il docente. Ma non lo è se lo maneggiano tutti contemporaneamente. Oppure, se si devono fare lezioni dedicate alla codificazione di linguaggi di programmazione, è fondamentale avere accesso a risorse esterne.  Sarà forse un caso ma in grandi aziende come la Virgin è lo stesso Richard Branson (CEO) ad aver introdotto il Digital Detox, ovvero un giorno in cui non si usano dispositivi elettronici. E molte altre lo stanno seguendo, intuendo gli effetti collaterali di un eccessivo uso del cellulare.

Il MIUR in controtendenza, apre all’uso anche nelle Primarie

A questa ipotesi Alberto Contri, dichiara apertamente che si tratterebbe di una follia bella e buona, che palesa come nel paese ci sia ancora una grande ignoranza sia in campo neurologico che pedagogico: “Neurologi e linguisti sono oramai unanimemente d’accordo nel sostenere che prima dei sette-nove anni occorre evitare di far mettere le mani sulla tastiera di un computer (figuriamoci di un cellulare, cosa che invece avviene già dai due anni in su). La scrittura a mano è fondamentale per aiutare il cervello a sviluppare un linguaggio strutturato. Altra cosa, va chiarito, è avvicinare i bambini ai principi del coding, tramite l’uso di cubi e forme colorate.”

Cosa rispondere a chi ne promuove quindi l’uso precoce?

Tutti i grandi del web, e possiamo citare Steve Jobs e Bill Gates hanno tenuto i propri figli il più lontano possibile da questi mezzi. A proposito della scrittura, spiegato in maniere assai semplificata, accade questo: quando scriviamo le prime lettere dell’alfabeto sul quaderno di prima elementare, un impulso parte da alcuni neuroni del nostro cervello, lungo il braccio arriva alle dita alle quali impartisce il comando di comporre la lettera richiesta. Un istante dopo, dalle dita e dalla mano vengono inviati a ritroso altri impulsi a quell’area del cervello da cui era partito l’ordine, andando così a completare un ricordo fatto di due elementi: l’ordine di disegnare la lettera, e il resoconto – se così si può dire – di come il disegno è avvenuto: il ricordo complessivo andrà a costruire il linguaggio. È del tutto evidente che i tasti quadrati del pc rimanderanno indietro impulsi tutti uguali per lettere tutte diverse, con i successivi problemi, come dimostrato dagli studi di Karin James.

I cellulari come mezzo di distrazione di massa

Si tratta di un’affermazione ormai abbastanza scontata. La stessa coca-cola ha realizzato un video che è un forte atto di denuncia verso  l’uso sempre più diffuso ed in ogni momento dei cellulari. I giovani lo usano per distrarsi ed una ricerca di qualche giorno fa ha dimostrato che il solo tenerlo in tasca durante un compito in classe abbassa il rendimento degli studenti sempre tentati di ricorrervi invece di concentrarsi su ciò che sanno.

Quali dovrebbero essere le priorità

Nella scuola dovrebbe essere quelle di mirare maggiormente allo sviluppo delle facoltà mentali analogiche, per mettere in grado gli studenti di padroneggiare, invece che subire, un futuro che si annuncia fatto dall’internet delle cose. L’illusione di un mondo digitale, sulla quale la politica costruisce i propri programmi dovrebbero far riflettere. Perché introdurre male e troppo precocemente le nuove tecnologie rischia solo di preparare dei nuovi schiavi digitali.

2018-01-23T11:52:00+00:00
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