Bullismo, 7 Segnali da non ignorare

Siete genitori attenti? In un periodo in cui le notizie su atti violenti verso e tra i minori aumentano, vogliamo affrontare il tema molto delicato del bullismo, dandovi qualche consiglio che, anche nella sua ovvietà, può essere utile ricordare.

In questi ultimi tempi le televisioni, internet e i giornali ci sommergono di casi di violenza e bullismo; ma quanti sono davvero i bambini che subiscono questo fenomeno?

Per poter rispondere a questa domanda è necessario innanzitutto capire cosa si intende con il termine bullismo. Prendiamo ad esempio la definizione del sito dell’ISTAT:  per bullismo “si indica generalmente il fenomeno delle prepotenze perpetrate da bambini e ragazzi nei confronti dei loro coetanei. Si basa su tre principi: intenzionalità, persistenza nel tempo, asimmetria nella relazione”.

Secondo uno studio, sempre da parte dell’ISTAT: “Nel 2014 (anno dello studio), poco più del 50% degli 11-17enni ha subito qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri ragazzi o ragazze nei 12 mesi precedenti. Il 19,8% è vittima assidua di una delle “tipiche” azioni di bullismo, cioè le subisce più volte al mese. Per il 9,1% gli atti di prepotenza si ripetono con cadenza settimanale.

Per chi volesse approfondire ecco qui il link dello studio completo.

Al di là delle statistiche, come dobbiamo comportarci qualora i casi di bullismo avvenissero proprio sotto i nostri occhi? Saremmo in grado di individuarli e riconoscerli? E se nostro figlio dovesse raccontarci comportamenti sospetti?

Come individuare casi di bullismo

Vediamo ora insieme alcuni segnali che potrebbero farci scattare un campanello d’allarme; per cominciare prestiamo molta attenzione ai segni visibili esteriormente e più evidenti, come ad esempio:

1 Il bambino torna a casa con vestiti strappati/lacerati o sgualciti: si tratta di uno dei segnali più ovvi, i vestiti lacerati o sgualciti possono chiaramente rappresentare un conflitto a scuola con altri compagni, causato da strattoni o scherzi forse troppo pesanti. In casi come questo la vittima potrebbe sembrare restia a dare spiegazioni.

2 I quaderni/libri presentano danni o “smarrisce” frequentemente oggetti a scuola? Tra le prepotenze più diffuse c’è quella del danno o del furto degli oggetti altrui. Se il bambino smarrisce frequentemente le sue cose può darsi che abbia timore e vergogna nel raccontare ad altri anche a causa di minacce subite.

3 Il bambino ha evidenti segni fisici (lividi, ferite, graffi) ai quali non siamo in grado di dare una spiegazione? Qui siamo ad un livello di violenza fisica a cui è necessario prestare molta attenzione. In questi casi la piccola vittima viene generalmente aggredita da più di un bullo, che cerca forza nel proprio branco e anche per avere testimoni a disposizione.

4 Il bambino non desidera trascorrere tempo libero assieme ai suoi amici e non vuole partecipare alle feste; in alcuni casi può anche darsi che il bambino venga proprio escluso dalle cerchie di amici, discriminandolo per i motivi più disparati (aspetto fisico, comportamenti non “in linea” con gli altri, ecc.). Attenzione in ogni caso a non attribuire troppo peso ai comportamenti di scherno tra bambini, che sono comunque frequenti. E’ un segnale quando a farlo sono uno o più bambini sempre verso lo stesso.

5 Il bambino ha spesso malessere nel momento in cui deve andare a scuola; inconsciamente il nostro corpo parla più di quanto vogliamo far credere, talvolta alcuni malesseri possono essere ricondotti a forti stress emotivi causati da situazione spiacevoli vissute in classe.

6 Il bambino ha scatti d’ira incontrollati, o anche frequenti cambi di umore; la tensione e lo stress accumulati fuori da casa possono sbottare nei modi più incontrollati, anche eventualmente emulando i comportamenti che subisce. Può succedere infatti una vittima di atti di bullismo diventi a sua volta un bullo, come forma di vendetta.

7 Il bambino presenta un’insolita paura e/o timore quando si menzionano determinate persone o avvenimenti. Purtroppo il bullismo porta a vivere con angoscia le relazioni con i compagni, spesso il ricordare avvenimenti passati induce una forte paura che alcuni eventi possano ripetersi.

Questi sono solo alcuni dei comportamenti che potrebbero destare la nostra attenzione e, se li prendiamo singolarmente, non devono essere necessariamente ricondotti a fenomeni di bullismo; non per questo, però, vanno sottovalutati o sminuiti, ma è bene comunque approfondire e provare a parlare con altri genitori o con gli insegnanti per avere un quadro più completo della situazione.

Come comportarsi in casi di bullismo

Solitamente chi subisce violenze preferisce nascondersi anziché confidarsi, e può essere molto difficile approcciare i propri figli in queste situazioni complicate.

Pur non esistendo una “ricetta magica” per risolvere i casi di bullismo, proviamo a indicare quali potrebbero essere i comportamenti utili per aiutare i nostri figli ad aprirsi in queste situazioni: è innanzitutto utile mostrarsi comprensivi, pronti all’ascolto e disponibili a dialogare; prima di prendere posizioni assolute è bene ricordarsi sempre di essere oggettivi nel considerare gli avvenimenti, aumentare il senso di vittimismo di un bambino potrebbe infatti, per assurdo, trasformarlo da vittima in carnefice.

Spesso gli atti di bullismo non vengono affrontati e risolti proprio perché sono nascosti e nessuno ne parla; aiutiamo i nostri figli a non aver paura degli insegnanti o di chi dovrebbe prenderne le difese. Il silenzio non è mai una soluzione.

Da genitori o da educatori, il nostro compito dovrebbe tener conto dell’autostima dei nostri ragazzi: impegniamoci quindi per esaltare i loro aspetti positivi e le loro capacità.

E se il bullo fosse mio figlio?

Purtroppo il vero problema dei casi di bullismo è l’assenza dei genitori: tante volte infatti sono proprio loro i più inconsapevoli dei comportamenti errati che i loro figli assumono a scuola.

Alcuni campanelli d’allarme potrebbero essere:

  • Prese in giro costanti e ripetute verso gli altri;
  • Comportamenti intimidatori nei confronti degli altri bambini;
  • Aggressività fisica (calci, pugni, ecc.);
  • Comportamenti distruttivi verso gli oggetti;

Tuttavia non sono rari i casi in cui i bulli si comportano in modo violento solo fuori dall’ambiente domestico; in questi casi l’unico consiglio è quello di affidarsi ad occhi esterni (insegnanti, compagni, ed eventualmente altri genitori) che possono avere uno sguardo più oggettivo e segnalarci attività sospette.

2018-02-01T15:49:04+00:00
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