Bambini vs Cibo – Obesità

Secondo appuntamento con la rubrica “Bambini vs Cibo”. Questa volta affronteremo un’altra problematica relativa all’alimentazione: l’obesità.

Come la scorsa volta, prendiamo in considerazione i dati statistici: il 30% dei bambini italiani è in sovrappeso – una percentuale che è tra le più alte in Europa. L’altro dato interessante è che solo il 17% dei genitori si rende conto del peso eccessivo dei propri figli, e addirittura il 98% degli italiani ritiene che l’obesità non sia un problema medico (indagine Altroconsumo).

Le origini dell’obesità

A differenza dell’inappetenza, i primi segnali dell’obesità possono manifestarsi anche nei primissimi mesi di vita, pensiamo ad esempio all’allattamento: in queste prime fasi dell’alimentazione si viene a creare un rapporto molto stretto, quasi simbiotico, tra il bambino e la mamma. L’instaurarsi di questo rapporto può portare alcuni bambini a percepire sicurezza e tranquillità principalmente, se non addirittura quasi esclusivamente, durante i momenti dei pasti; se il nutrimento diviene il momento nel quale troviamo sicurezza, di conseguenza i momenti di insicurezza verranno automaticamente colmati con la ricerca spasmodica di cibo.

Sappiamo che bisogna prestare particolare attenzione alle fragilità dei nostri piccoli, infatti è proprio nei momenti di maggiore sconcerto e debolezza che si potrebbe manifestare un bisogno affettivo maggiore. Tale bisogno, se non colmato, potrebbe purtroppo venire indirizzato in maniera sbagliata verso appagamenti temporanei e raramente efficaci, come il cibo.

Alcuni consigli per combattere l’obesità

Abbiamo visto come spesso l’obesità abbia radici profonde, ed è proprio per questo motivo che risulta difficile da combattere e da affrontare. A differenza dell’inappetenza, che spesso con l’età viene sconfitta in maniera quasi autonoma, l’obesità nell’infanzia può portare a conseguenze difficili da recuperare e instaurare circoli viziosi pericolosi da cui è difficile uscire in autonomia.

Vediamo ora alcuni consigli per non lasciarsi sopraffare da questo problema:

  • Prestare maggiore attenzione alle necessità del bambino: certe volte avviene che subito dopo un pasto i nostri figli cerchino immediatamente altro cibo o magari chiedano con insistenza il “dolcetto premio”. È proprio in questi casi che diviene fondamentale l’attenzione da parte dei genitori alle necessità primarie del bambino, occorre capire se la richiesta di cibo sia dettata effettivamente dall’appetito, dalla golosità, o se stia in realtà mascherando richieste ben più profonde. Alcune volte, invece di un dolce, può bastare un abbraccio o una coccola per colmare il cuore dei nostri piccoli.
  • Ascoltare il proprio pediatra: l’obesità si può manifestare in diverse fasi della crescita, ma la più difficile da combattere è proprio quella che compare nei primi mesi di vita del bambino e non viene affrontata immediatamente. Alcune volte i genitori tendono a bollare come “eccessive” le preoccupazioni dei pediatri sulla frequenza dell’allattamento o sull’aumento di peso. È proprio in questi casi che consigliamo di affidarsi con maggiore fiducia ai dottori, professionisti ben consapevoli di quali siano i rimedi e le misure preventive da attuare per avere successo.
  • Leggere le etichette dei cibi: alcune volte l’obesità può essere combattuta efficacemente attraverso una lettura più attenta delle etichette e dei valori nutrizionali. Quanti genitori, ad esempio, sanno che il succo di frutta costituisce un vero e proprio alimento? Meglio un sano frullato o una spremuta (la vitamina C in particolare favorisce l’eliminazione delle tossine). Evitare cibi con molti grassi, soprattutto merendine e biscotti, può aiutare molto un bambino che sta cercando di perdere peso.
  • Non eliminare il cibo, ma scegliere il cibo giusto: può accadere che, cercando a tutti i costi di far perdere peso al proprio figlio, si finisca per demonizzare il cibo e trasmettere il messaggio, quantomai sbagliato, che “mangiare non fa bene”; questo all’inizio può dare apparentemente buoni risultati, ma potrebbe portare a conseguenze drammatiche nel senso opposto, fino a casi estremi come l’anoressia. Il bambino dovrebbe sempre tenere a mente che “non mangiare non fa bene” e che sono le abitudini alimentari a dover essere modificate, non bisogna mai eliminare il cibo a tutti i costi!
  • Limitare le attività sedentarie, come la visione della televisione (di tutta la famiglia): oltre a controllare l’alimentazione, è sempre consigliabile associare maggiore attività fisica ad un qualsiasi tipo di dieta. Se tutta la famiglia trascorre meno tempo seduta, il bambino sarà incoraggiato a giocare e a trovare passatempi più salutari.

Dare il buon esempio a tavola: nonostante si possa agire in diversi modi per combattere l’obesità, alla fine uno dei rimedi più efficaci è sempre quello di dare un buon esempio. Per qualsiasi bambino, per esempio, è difficile evitare le patatine fritte se i genitori le mangiano davanti a lui! Per questo è sempre consigliabile mangiare per primi i cibi salutari, invogliando così i nostri figli ad assaggiarli e a consumarli in sostituzione di quelli più dannosi.

Leggi anche il primo articolo di questa serie

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2017-12-19T11:13:22+00:00
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